NO AL FUMO, SENZA ASPETTARE

Circa il 50% di tutti i pazienti affetti da un qualsiasi tipo di tumore al polmone risultano fumatori e l’83% di essi continua a fumare nonostante la diagnosi.1
È stato dimostrato che tra coloro che continuano a fumare anche dopo una diagnosi allo stadio precoce, il rischio di morte è doppio rispetto a coloro che smettono.1
È stata osservata una correlazione tra l’interruzione al fumo immediatamente dopo la diagnosi e una migliore prognosi, migliori outcome terapeutici e una ridotta progressione tumorale.1
I grandi fumatori che, nonostante la diagnosi, non smettono di fumare, hanno una maggiore probabilità di sviluppare complicanze post-operatorie quali infezioni e fistole broncopleuriche, morbidità che invece non si riscontrano in coloro che interrompono l’abitudine.1
Complicanze legate al trattamento (chemioterapia e radioterapia) che si riscontrano tra i fumatori comprendono chemioresistenza, alterati livelli di chemioterapici circolanti e profili di tossicità dei farmaci aumentati.1 Nello specifico, i diversi effetti del fumo dipendono da differenti costituenti delle sigarette. Ad esempio, gli idrocarburi policiclici aromatici (PHAs), prodotti incompleti della combustione, causano un’iper-attivazione degli enzimi epatici, soprattutto di CYP1A2, responsabile del metabolismo dei farmaci. La sua iperattivazione diminuisce l’efficacia farmacologica dei trattamenti, motivo per il quale i fumatori potrebbero necessitare di dosi più alte.1

La nicotina, invece, non cancerogena in sé, ha però dimostrato di essere in grado di promuovere l’angiogenesi nel contesto tumorale, di indurre l’espressione di un fenotipo tumorale più aggressivo e di conferire resistenza all’apoptosi indotta dai chemioterapici.1 Le cellule di microcitoma esprimono diversi tipi di recettori nicotinici.2 L’aumentata proliferazione delle cellule di microcitoma, stimolata dalla nicotina, sembra essere legata anche all’aumento dei peptidi bombesin-like (bombesin like peptides, BLPs).3
In generale, il fumo di sigaretta induce un livello di stress ossidativo più elevato della media, che nel microcitoma risulta correlato a uno stadio clinico più avanzato.4 È stato inoltre dimostrato come il fumo, provocando una compromissione della vasodilatazione endoteliale, influenzi non solo l’ossigenazione tissutale, ma anche il delivery dei farmaci a livello locale.5

Lo status di fumatore di un paziente dovrebbe essere considerato come parte integrante del processo decisionale in merito al trattamento farmacologico. Un paziente a cui è stata comunicata una diagnosi di tumore, infatti, è sottoposto a un elevato livello di stress che potrebbe spingerlo a trovare conforto nella nicotina, innescando un circolo vizioso. Il management dell’umore e dello stress del malato dovrebbe essere considerato come parte integrante della terapia oncologica.1

L’impatto della cessazione del fumo si riflette in diversi aspetti sia della malattia, che della vita del paziente:1

  • maggiore efficacia del trattamento chemio/radioterapico
  • minore incidenza di complicanze post-operatorie
  • prognosi migliore
  • aumento dei tassi di sopravvivenza
  • miglioramento della qualità della vita

Nello specifico, i benefici fisici immediati che seguono lo stop al fumo si possono riassumere in:1

  • migliore ossigenazione e circolazione
  • diminuzione della pressione sanguigna
  • miglioramento di olfatto e gusto
  • incremento di energia

Anche le funzioni cognitive risultano migliorate, insieme all’aumento dell’autostima e della sensazione di benessere.
La percezione del paziente a seguito dell’interruzione del fumo è una diminuzione del senso di affaticamento e del fiato corto, che si traduce in un maggiore livello di attività associato a un incremento di appetito, di umore e a un miglior riposo notturno.1
La cessazione della dipendenza da fumo può inoltre ridurre il rischio di sviluppare carcinoma polmonare metacrono in pazienti sopravvissuti al microcitoma.1

Come comunicare al paziente l’urgenza di smettere di fumare?

Secondo la Società Italiana di tabaccologia (SITAB), quando ci si rivolge al paziente fumatore, è importante mettere in pratica cinque azioni conosciute anche come le 5 A:6

Ask = chiedere al paziente se fuma oppure no

Advise = consigliare al paziente di smettere di fumare. Tutti gli operatori sanitari, a partire dal medico di medicina generale fino allo specialista oncologo, dovrebbero sempre consigliare al paziente di interrompere l’abitudine al fumo. Il consiglio deve essere chiaro, fermo, ma anche umano. Se possibile, il consiglio dovrebbe essere riferito alla situazione individuale del paziente (per esempio, se smette di fumare avrà una maggiore possibilità di sopravvivenza e minori effetti collaterali derivati dalla terapia)

Assess = valutare la motivazione e la convinzione del paziente a smettere di fumare. La convinzione a smettere si definisce in una serie di step:

  • pre-contemplazione = non vi è l’immediata intenzione di smettere di fumare
  • contemplazione = il paziente intende smettere di fumare entro i prossimi 6 mesi
  • preparazione = il paziente sente di poter smettere già dal prossimo mese
  • azione = il paziente ha smesso di fumare da meno di 6 mesi
  • mantenimento = il paziente non fuma da almeno 6 mesi

Assist = se il paziente non ha intenzione di smettere di fumare (è cioè nella fase pre-contemplazione/contemplazione) è il clinico a doverlo motivare, definendo quelli che saranno i benefici e l’impatto sulla terapia oncologica

Arrange = follow-up del paziente durante tutta la terapia in atto e anche successivamente, per assicurare che continui a non fumare e che non diventino nulli gli sforzi fatti. Nel contesto del follow-up, si possono consigliare gruppi di sostegno o linee amiche (per esempio numero verde contro il fumo) per mantenere l’impegno preso o per non ricominciare.

DIAGRAMMA DI FLUSSO DELL’INTERVENTO

Figura 1. Linee guida cliniche per promuovere la cessazione dell’abitudine al fumo – Osservatorio fumo, alcol e droga – ISS7 / pag.207

 

Riferimenti:

 

  1. Cataldo J. K. et al. Oncology 2010; 78:289–301
  2. Cattaneo M.G. et al. Cancer Res. 1993 Nov 15;53(22):5566-8
  3. Novak J. et al. Lung Cancer. 2000 Jul;29(1):1-10
  4. Zieba M. et al. Respir Med. 2000; 94:800-805
  5. Lekakis J. et al. Am J Cardiol. 1998 May 15;81(10):1225-8
  6. Linee guida per il trattamento della dipendenza da tabacco – Società italiana di tabaccologia (SITAB)
  7. Linee guida cliniche per promuovere la cessazione dell’abitudine al fumo – Osservatorio fumo, alcol e droga – ISS

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