MICROCITOMA E QUALITà DI VITA

Impatto della malattia sulla qualità di vita del paziente

Le caratteristiche intrinseche del microcitoma, quali lo stadio generalmente avanzato alla diagnosi, un tempo di raddoppiamento piuttosto elevato, la necessità di una terapia aggressiva e la prognosi non sempre favorevole, hanno un grande impatto sulla qualità di vita del paziente Health Related Quality of Life (HRQoL). I fattori principali che incidono sulla riduzione della qualità di vita sono soprattutto le comorbidità e la severità dei sintomi.1 Le comorbidità sono associate soprattutto all’abitudine al fumo presente così di frequente nei pazienti con microcitoma e si manifestano soprattutto attraverso patologie cardiovascolari e respiratorie, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). L’interconnessione tra la presenza di comorbidità e l’abitudine al fumo sembra anche essere associata a un’aumentata severità dei sintomi.1
Rispetto ad altre tipologie di tumore polmonare, il microcitoma è caratterizzato da sintomi più accentuati e particolarmente invalidanti quali: dispnea, fatigue e sonnolenza, nausea, depressione e ansia.1
La gestione della sintomatologia è fondamentale per preservare la qualità di vita del paziente che, già sottoposto a una situazione di stress importante, potrebbe sentirsi sopraffatto dal dolore e dall’insieme dei sintomi.1 Particolare rilevanza va data alla prevenzione delle patologie cardiovascolari e della BPCO.
Nel paziente con microcitoma, oltre alla condizione fisica, si assiste anche a un deterioramento neuro-cognitivo che include: diminuzione o perdita di memoria, difficoltà a mantenere l’attenzione e declino nella capacità di apprendimento.2

Va specificato che, in alcuni casi, questi segni sono in parte dovuti all’età del paziente. In generale, la severità e l’entità dei sintomi sono da ricondurre a una interrelazione tra:

  1. caratteristiche cliniche del paziente (abitudine al fumo, età, problemi cardiovascolari, ansia/depressione)3
  2. caratteristiche della malattia (sindromi paraneoplastiche e metastasi non ancora diagnosticate)4
  3. gli effetti della terapia (neurotossicità derivante da chemioterapia)2

Un altro fattore importante, da tenere in considerazione quando si ha a che fare con un paziente con tumore al polmone è l’impatto della malattia sulla sfera emotiva, che colpisce un malato su tre. È stata dimostrata una chiara correlazione tra l’entità dell’impatto emotivo e la riduzione della qualità di vita sotto ogni aspetto considerato, incluso il benessere mentale, fisico, emotivo, sociale e spirituale.5

Inoltre, all’incremento della problematica emotiva si è visto corrispondere un carico dei sintomi maggiore, che si riflette anche in una maggiore difficoltà nella sopportazione del dolore e in una percezione amplificata dell’intensità e della frequenza dei dolori. Questa relazione è bidirezionale: infatti anche i sintomi di per sé possono avere un grosso impatto emotivo.5
Un esempio concreto dell’associazione tra sintomi e impatto sulla psiche del paziente è stato osservato in uno studio nel quale i pazienti che soffrivano di dispnea sono risultati più inclini a manifestare attacchi di panico, rispetto a chi non ne soffriva.6

Importanza della scelta terapeutica che preservi la HRQoL

L’intera comunità medica è concorde nel ritenere la valutazione individuale di ciascun paziente come la chiave per un trattamento terapeutico che assicuri non solo la compliance del malato, ma che non impatti radicalmente la sua qualità di vita.5 In tal senso è importante notare che nel paziente con malattia estesa, l’aggiunta dell’immunoterapia ha dimostrato di non inficiare la qualità di vita del paziente.7 Se, da un lato, è fondamentale essere aggressivi nei confronti del tumore per assicurare una maggior efficacia della terapia e una migliore prognosi, è altrettanto fondamentale assicurarsi che il paziente sia pronto, tanto fisicamente quanto psicologicamente, ad affrontare il peso del protocollo terapeutico. Il paziente potrebbe sentirsi emotivamente sopraffatto dalla concomitanza delle cure, potrebbe non essere pronto ad affrontare gli effetti collaterali derivati dalla tossicità delle terapie somministrate in modo additivo, o entrambe le opzioni insieme.5 Considerata l’importanza del risvolto psicologico delle cure, bisognerebbe tarare la terapia in modo da conservare l’efficacia terapeutica contenendone, nello stesso tempo, la tossicità.
In questo modo si otterrà un alleviamento della sintomatologia dolorosa e la conservazione dell’equilibrio emotivo del paziente.5

Per questi motivi, chiare discussioni che includano prognosi, obiettivi terapeutici e cure di supporto dovrebbero avere luogo nella fase iniziale della presa in carico del paziente. Nella misura più ampia possibile tutti i pazienti dovrebbero essere discussi e gestiti da un team multidisciplinare, che includa anche specialisti in cure di supporto.8

Riferimenti:

 

  1. Vedadi A. et al. Quality of Life Research. (2021) 30; 445-454
  2. Hopwood J Clin Oncol. 2000 Feb;18(4):893-903
  3. Welzel T. et al. American Journal of Neuroradiology February 2008, 29 (2) 379-383
  4. Komaki R. et al. Int J Radiat Oncol Biol Phys. 1995 Aug 30;33(1):179-82
  5. Morrison E.J. et al. Clin Lung Cancer 2017 Sep;18(5):497-503
  6. Shin J.A. et al. J Pain Symptom Manage. 2014 Sep; 48(3): 465–470
  7. Goldman J.W. Lung Cancer. (2020) 149; 46-52
  8. Rudin C.M. Nat Rev Dis Primers. 2021 Jan 14;7(1):3

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