OPZIONI TERAPEUTICHE

Nel carcinoma polmonare a piccole cellule, la tempestività di intervento rimane il fattore chiave per una prognosi il più possibile favorevole.
Sebbene la comunità scientifica non sia concorde nel correlare direttamente e in modo proporzionale l’inizio della chemioterapia a un aumento della sopravvivenza globale, è indubbio che un intervento terapeutico tempestivo e un piano diagnostico ben chiaro e modellato su ciascun paziente siano le chiavi vincenti nella cura di un tumore così aggressivo come il microcitoma.1

Attualmente, le opzioni terapeutiche per l’SCLC si limitano soprattutto a chemioterapia, radioterapia e immunoterapia.
La chirurgia resta invece in secondo piano, considerata la natura sistemica del tumore, tranne che in casi molto selezionati (T1-T2, N0).2,3

Il microcitoma risulta essere particolarmente sensibile sia alla radioterapia che alla chemioterapia; quest’ultima viene sfruttata combinando l’effetto di più farmaci contemporaneamente (polichemioterapia) quali platino ed etoposide.3
La stadiazione è fondamentale al fine di decidere l’approccio terapeutico migliore per ciascun quadro clinico e permette di distinguere il tumore in due stadi principali: limitato ed esteso.

Malattia limitata

Lo “stadio limitato” (stadio I-II-III), in cui ricade meno del 40% dei pazienti con nuova diagnosi, indica una neoplasia confinata a un emitorace con eventuale coinvolgimento dei linfonodi loco-regionali. Questo quadro clinico è trattato con una combinazione di chemio- e radioterapia toracica che si è rivelato essere efficace anche nella riduzione di recidiva intratoracica.2,3

La prima scelta nei pazienti con SCLC limitato e in buone condizioni cliniche generali è la chemio-radioterapia concomitante. Tuttavia, risulta fondamentale un’adeguata selezione dei pazienti candidabili, che possono beneficiare di tale approccio, attraverso la valutazione delle condizioni cliniche.3

In pazienti con generali condizioni cliniche buone e con carcinoma polmonare in stadio limitato, si raccomanda inoltre l’impiego della radioterapia profilattica cerebrale (PCI) per ridurre il rischio di metastasi cerebrali e per aumentare la possibilità di sopravvivenza globale.3

Malattia estesa

Per il microcitoma in “stadio esteso” (stadio IV), che colpisce almeno il 60% di tutti i pazienti affetti da SCLC3, la chemioterapia ha sempre svolto un ruolo fondamentale in considerazione dell’elevata chemiosensibilità di questa neoplasia.3
Recentemente l’aggiunta dell’immunoterapia al trattamento chemioterapico ha mostrato di offrire un maggiore beneficio clinico,4 senza inficiare la qualità di vita del paziente.5

In alcuni casi può essere considerata l’eventuale aggiunta di un trattamento di PCI.3

L’eventuale integrazione alla terapia a base di chemio di un trattamento radioterapico è valutabile in caso di massa tumorale residua a livello toracico e solo a conclusione dell’intero trattamento chemioterapico.6

Riferimenti:

 

  1. Bhandari S. et al. Am J Clin Oncol 2020; 43:362–365
  2. Sito web AIOT – AIOTOWN, 5. Percorso terapeutico – F. Terapia del microcitoma o carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC)
  3. Linee guida AIOM 2020 – Neoplasie del polmone
  4. Pacheco J.M. et al. J Thorac Dis 2020; 12(10):6212-6224
  5. Goldman J.W. Lung Cancer. (2020) 149; 46-52
  6. Daly M.E. et at. Radiation Therapy for Small-Cell Lung Cancer: ASCO Guideline Endorsement of an ASTRO Guideline

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