NON è MAI TROPPO TARDI
PER SMETTERE DI FUMARE

Eliminare l’abitudine al fumo anche dopo la diagnosi: perché è importante

Il fumo non è solo il principale fattore di rischio per lo sviluppo del microcitoma, ha anche il potere di influenzare lo sviluppo della malattia, di indebolire ulteriormente lo stato fisico e di interferire con l’andamento delle terapie. Le sostanze contenute nel fumo di sigaretta, come nicotina e prodotti di combustione del fumo, influenzano lo sviluppo del tumore perché rendono le cellule tumorali più aggressive e in grado di resistere ai farmaci chemioterapici.1
È stato inoltre dimostrato come il fumo sia responsabile di una minor efficacia della chemioterapia, di complicanze della radioterapia e di un maggior numero di effetti collaterali riscontrati a seguito delle terapie stesse. Oltre alla minore efficacia delle cure e a una diminuita aspettativa di vita, tra gli effetti che maggiormente si riscontrano nei pazienti che non smettono di fumare dopo la diagnosi, vi è un rischio di morte per tumore del polmone più che raddoppiato rispetto ai non fumatori.1 Per tutti questi motivi è fortemente consigliato smettere di fumare il prima possibile, così da poter osservare un immediato beneficio sull’efficacia delle terapie, sul rallentamento della progressione del tumore e sull’aspettativa di vita.1
Smettere di fumare ha un impatto positivo in generale anche sulla qualità della vita, portando a sentirsi più attivi e in forza.
Nonostante la malattia, la salute in generale migliora, con una sensazione di benessere, un miglioramento dell’autostima, un maggior appetito e un miglior riposo.1

Smettere di fumare:
sì, ma come?

Smettere di fumare è complesso, richiede una grande forza di volontà e un impegno non indifferente. Nell’ambito della diagnosi di un tumore può risultare ancora più difficile, ma questo non deve spaventare. L’importante è avere la motivazione giusta per affrontare il percorso e affidarsi a persone competenti in materia.
Parlarne con il medico di riferimento, che sia il medico di medicina generale o l’oncologo, è fondamentale per iniziare questo percorso.
In qualità di esperti competenti, aiuteranno a capire qual è la strategia migliore per iniziare a smettere di fumare.2

Il Ministero della Salute mette inoltre a disposizione un Diario che può aiutare a comprendere quanto importante sia la dipendenza dal fumo, quanto questa impatti sulla vita quotidiana, anche a livello economico, e gli step da mettere in pratica non solo per smettere di fumare, ma anche per mantenere questo buon proposito.
Oltre all’aiuto del medico, un ulteriore supporto può arrivare dai Centri Antifumo: questo sito offre un elenco dei centri su tutto il territorio nazionale. Un’altra risorsa utile è il Telefono Verde contro il Fumo, al numero 800.554088: un sostegno per avviare, accompagnare e sostenere nel percorso di stop al fumo.

È importante essere consapevoli che si tratta di un percorso spesso caratterizzato da momenti che metteranno a dura prova la forza di volontà, in modo da sapere come affrontarli. Innanzitutto, il bisogno di fumare. Esso si verificherà entro 24 ore dall’ultima sigaretta e il picco si avrà nei primi 4 giorni.2
Questo bisogno può essere superato distraendosi: bere un bicchiere d’acqua, mangiare una caramella, fare una passeggiata, chiacchierare con un familiare o un amico. Consoliamoci ricordando che i sintomi dell’astinenza da nicotina si attenuano già dopo la prima settimana.2
Un altro suggerimento utile è quello di avvertire amici e parenti di aver intrapreso questo viaggio di salute, in modo che possano essere d’aiuto nei momenti difficili ma, soprattutto, evitino di fumare in vostra presenza (qualora ci fossero altri fumatori in famiglia).2

Figura 1. Guida pratica per smettere di fumare – ISS e Ministero della salute – pag. 11.

Riferimenti:

  1. Cataldo J. K. et al Oncology 2010;78:289–301
  2. Guida pratica per smettere di fumare – ISS e Ministero della salute

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